
La storia del cocktail, così come la parola stessa, è avvolta nel mistero. Il nome cocktail appare per la prima volta intorno 1806 in una rivista americana. Il nome cocktail, parola strana, piena di mistero e di fascino. Il termine letteralmente significa "coda di gallo", nome che gli deriva (forse) per via dei variopinti colori di alcune miscele oppure a causa della leggenda sulle origini di questo tipo di preparazione. Gia gli antichi tendevano a miscelare bevande a base di vino, birra, succo di mela, spezie, resine e miele. Oggi per cocktail si intende un insieme di prodotti diversi sapientemente miscelati, i quali ogni ingrediente contribuisce con le sua caratteristica di aroma, sapore colore a unirsi insieme ad altri prodotti formando un drink omogeneo con un gusto indefinito e unico. I prodotto sono (distillati, liquori, succhi, sciroppi, spremute, vini, spumanti,crema di latte, latte, ecc...): miscela generalmente fredda e preparata negli attrezzi tipici dei barman (mixing glass, shaker, Boston o Gallone) o direttamente nel bicchiere in cui viene servita al cliente (tumbler ad esempio). L'usanza di miscelare prodotti vari, quanto sembra, nacque negli Stati Uniti agli inizi del secolo scorso; in Europa la moda delle bevande miscelate risale agli anni Venti e velocemente si diffuse dappertutto. All'origine non esistevano regole fisse sulla preparazione, ma già nel 1930 era possibile consultare una pubblicazione, il savoy cocktail book, che stabiliva alcune regole generali che poi sarebbero durate sino ad oggi.

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