martedì 15 aprile 2008

CAIPIRINA

Caipirinha
Bevanda popolare brasiliana, limão, açúcar e pinga ovvero limone, zucchero e acquavite di canna.
Quel che si sa è che la storia del drink, recentemente incluso nella lista ufficiale dei cocktail internazionali stilata dall'Iba (International bartenders association), si confonde inevitabilmente con quella della cachaça.
I gruppi Bacardi e Smirnoff sbarcano in Brasile, proponendo le loro versioni della caipirinha fatte con rum bianco (caipirìssima) e con la vodka (caipiroska). Tali nomi, perlomeno inizialmente, sono persino registrati ufficialmente e i relativi marchi vengono depositati. Dopo il successo di queste versioni, cominciano ad apparire elaborazioni fatte con il sakê, bevanda giapponese da tempo prodotta in Brasile ("caipisakê") e con il vino nazionale ("caipivinho"), ma anche con tequila, gin e con la grappa (grappirina).
Il successo della caipirinha si deve soprattutto all'utilizzo di ingredienti cachaça, limone, zucchero e ghiaccio che si completano in perfetta armonia. Esistono oggi nel paese centinaia di deliziose versioni di questo drink. Popolarissime quella di morango, cioè alla fragola e quelle con frutti tropicali come l'umbu, la jabuticaba, il maracujá, la carambola e il cocco.
Capita persino in Brasile che, ordinando una caipirinha, venga chiesto se la si preferisce con cachaça o vodka, distillato molto di moda e da alcuni ritenuto più chic. Si dovrebbe definire "caipirinha" solo il drink che prevede la cachaça come distillato base. L'uso dello zucchero marrone, purtroppo diffuso in Italia, è quasi un sacrilegio ed è da evitare accuratamente, in quanto stravolge il gusto della bevanda. L'equivoco nasce dal fatto che lo zucchero di canna, in Italia, è inteso solamente allo stato grezzo e si è immaginato fosse il"brown sugar". In Brasile, invece, lo zucchero di canna è candido, fine e raffinatissimo. Volendo preparare la ricetta in Italia, a questo punto, usare lo zucchero comune quello semolato bianco di barbabietola. Il ghiaccio va spaccato grossolanamente, battuto con la parte convessa del cucchiaio forato tenuto dalla mano destra mentre la sinistra tiene il cubetto di ghiaccio; o tenere il ghiccio avvolto in un panno. Per ogni bicchiere si usano dai tre ai cinque cubetti.
La ricetta prevede una dose di cachaça, un limone verde e zucchero bianco a piacere. Si taglia il limone a metà e poi in cubetti, che si adageranno nel bicchiere old fashioned. Si versa lo zucchero e con un pestello si schiaccia delicatamente la polpa del limone, per fare uscire il succo. Si aggiungono i cubetti di ghiaccio spaccati e infine la cachaça. Si serve il drink con due cannucce, oppure con un cucchiaino, oppure ancora con un mixer di legno.







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